Il Malignani rischia la chiusura: scuola, Comune e sindacato uniti per evitarlo

La sede staccata dell'Isis Malignani di San Giovanni al Natisone è al di sotto delle iscrizioni minime, ma è l'unico presidio scolastico sul territorio

Il piano di dimensionamento scolastico prevede che ci sia un minimo di studenti, per le sedi periferiche, tra i 70 e gli 80 studenti: la sede di San Giovanni al Natisone dell'Isis Malignani è da anni che non riesce a raggiungere il minimo richiesto per cui, benchè sia l'unico presidio scolastico della zona, rischia di chiudere presto i battenti. 

«Ogni anno - spiega il dirigente scolastico del Malignani, Andrea Carletti - chiediamo alla Regione una deroga sapendo di essere sotto il tetto richiesto. Al di là dei numeri, la nostra scuola è un presidio importante per il territorio, che non ha altri istituti scolastici. Prima di chiuderla bisogna andare con i piedi di piombo e l’Ufficio scolastico regionale lo sa bene».

Tutti uniti

Confartigianato-Imprese Udine si schiera in prima fila accanto all’amministrazione comunale che nei giorni scorsi ha chiamato a raccolta i vertici della scuola, i Comuni limitrofi, le associazioni sindacali dei lavoratori oltre a quelle datoriali, per mettere a sistema le rispettive forze con l’obiettivo di rilanciare la sede scolastica, il cui futuro è annualmente ipotecato dal piano di dimensionamento che prevede un minimo di studenti per le sedi periferiche. Un miraggio per la scuola di San Giovanni al Natisone che oscilla tra i 70 e gli 80 studenti.

Soluzioni

All’arco della scuola, Confartigianato Udine ha portato l’indagine condotta dall’Ufficio studi dell’associazione che dimostra, numeri alla mano, come la sede staccata disponga di un consistente bacino di potenziali studenti. In totale, considerati i ragazzi residenti nei comuni dell’ex distretto della sedia con l’aggiunta di alcuni altri situati sulla direttrice ferroviaria Udine-Gorizia, di età compresa tra i 10 e i 16 anni, il bacino totale di studenti oscilla tra le 400 e le 500 unità l’anno. Di questi, considerate le percentuali di studenti dell’area iscritti a istituti professionali per l’industria e l’artigianato (8,8%) e agli istituti industriali (14,3%) in Fvg, quelli che potrebbero iscriversi ai due indirizzi di studio del Malignani di San Giovanni vanno dai 100 ai 111 al massimo.

«Significa - commenta il presidente zonale del Friuli Orientale di Confartigianato-Imprese Udine, Giusto Maurig - che dal punto di vista demografico i numeri per i corsi ci sono e ci saranno anche nei prossimi anni». Nonostante questo le imprese faticano a trovare profili adeguati alle proprie necessità. 

Le richieste

«Per gli indirizzi di studio più direttamente correlati con le proposte del Malignani - spiega Maurig -, le maggiori difficoltà di reperimento di manodopera si incontrano per la riparazione dei veicoli (55,2%), per gli impiantisti termoidraulici (51,3%), l’elettronica (50%) e la meccanica (49,2%) l’elettronica e l’elettrotecnica (49,3%).  Per i diplomati a indirizzo meccanica, meccatronica ed energia la percentuale di assunzioni di difficile reperimento si attesta sul 47,3%, per quelli con qualifica di formazione o diploma professionale a indirizzo legno la percentuale è del 40,3%». Cifre (fornite dal sistema Excelsior di Unioncamere) che confermano dunque l’attuale carenza sul mercato del lavoro di profili coerenti con gli indirizzi di studio proposti dal Malignani e questo a dispetto della necessità di personale delle imprese, comprese le 623 imprese della filiera legno-arredo ancora attive nel distretto, di cui 2 su 3 sono artigiane, che da sole danno lavoro a oltre 2.100 addetti. 

Tavolo di discussione

A discuterne si sono ritrovati il sindaco Carlo Pali insieme al responsabile della sede staccata del Malignani, Alberto Della Piana, alla responsabile della Cisl di Udine, Renata della Ricca e al segretario della CGIL di Udine, Natalino Giacomini, a Paolo Zorzenone di Confapi FVG e ancora ai capogategoria provinciali dei seggiolai e dell’arredo di Confartigianato-Udine, Alberto Dalmasson e Mauro Damiani, oltre al consigliere del Movimento giovani Nicola Giarle e al presidente di zona Giusto Maurig. Dal tavolo sono emerse diverse proposte.

«Anzitutto verificheremo se sia possibile modificare e istituire nuove tratte del trasporto pubblico locale per collegare meglio la sede scolastica al territorio - ha dichiarato a margine dell’incontro il sindaco -. Bisogna poi che raccontiamo meglio la realtà di questa scuola, erroneamente identificata come un plesso che sforna professionalità di basso livello quando invece produce tecnici di spessore capaci di governare le ultime macchine a controllo numerico. Per capirci - ha aggiunto Pali - uno che esce dal Malignani di San Giovanni ha il lavoro assicurato. Cerchiamo dunque insieme di stimolare le iscrizioni. Valutando anche la possibilità di istituire un Its, un percorso formativo post diploma, che dia al territorio figure specializzate».

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