Chiude per sempre la serranda viola, fallita la Lavanda di Venzone

Addio alla storica e profumata attività "made in Friuli"

Fallita la storica società che vendeva la lavanda coltivata in Friuli Venezia Giulia. La filiera era partita seguendo l'intuizione di coltivare la pianta e di commercializzare i prodotti da essa derivati: cosmetici, profumi, saponi, candele e ceramiche. Il tutto con un'operazione di marketing che ha reso celebre il viola di Venzone in Europa, colore che da sempre è stato alla base della comunicazione pubblicitaria e degli allestimenti dei punti vendita, da quello principale presente all'interno di Venzone, a quello che era stato aperto all'aeroporto di Ronchi dei Legionari. 

Le difficoltà

Le difficoltà economiche erano nell'aria, anche se la società aveva provato già dal 2009 la strada del rilancio, in Italia e all'estero, attraverso il franchising. Da mesi non pagava nemmeno l'affitto dell'esercizio aperto a Venzone, spazio di proprietà dello stesso Comune che si era visto costretto allo sfratto dopo che la stessa rappresentante aveva rifiutato un piano di rientro alternativo. 

Il fallimento

Come ricordato da Luana De Francisco sul Messaggero Veneto, sono state diverse le traversie giudiziarie affrontate negli anni dalla legale rappresentante, Palmina Toso: dagli accertamenti avvenuti nel 2009 da parte dell'Inps (che constatarono un ammanco di circa 300 mila euro), al mese di arresti domiciliari scattati nel 2015 per soli 1.200 euro di versamenti previdenziali non versati. Seguirono, inoltre, alcune istanze presentate dagli stessi lavoratori a causa degli inquadramenti errati. L'epilogo finale è giunto lo scorso venerdì 15 giugno, quando una sentenza del Tribunale di Udine presieduto, da Francesco Venier, ha decretato il fallimento dell'azienda nominando il commercialista Gloria Bubisutti, di Tolmezzo, come curatore della procedura. Il prossimo 30 ottobre si terrà l'udienza per esaminare l'ammontare del passivo accumulato. 

La sentenza

Fallimento Lavanda Venzone-2

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Commenti (2)

  • È un vero peccato. In più di qualche punto vendita ho notato la gestione di ragazzine più intente a guardare il cellulare che a servire i clienti. Anche la scelta del personale deve essere mirata e con persone preparate con voglia di lavorare.

  • Bisogna dare atto alla signora Toso di aver reso famosa Venzone in tutta Italia e in Europa grazie al profumo e il colore della lavanda, inventandosi un tipicità che non esiste. Bisogna dire che quando si gestisce un'attività che potrebbe essere molto molto redditizia senza la serietà necessaria nei confronti dei dipendenti e dei fornitori sicuramente la fine non può essere che questa. Peccato per tutti.

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