Eccidio di Porzus, Serracchiani: "Il 70° aiuti a capire i drammi dell'Italia"

La cerimonia per omaggiare i caduti si è svolta tra Faedis e Canebola. Il presidente della Regione Fvg: "Riflessione per capire le ferite della nostra Repubblica"

"I settant'anni trascorsi dal giorno dell'eccidio siano occasione per capire più a fondo e con più sincerità le ferite e i drammi che sono all'origine della
nostra Repubblica. Il pensiero memore e rispettoso verso questo episodio fratricida, aiuti oggi a rafforzare nei cittadini italiani il sentimento di appartenenza a un'unica comunità".

Lo ha affermato oggi la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, riflettendo a margine della cerimonia commemorativa dell'eccidio di un gruppo di partigiani della brigata Osoppo da parte di partigiani comunisti, avvenuto tra l'8 e il 12 febbraio 1945 presso le malghe di Porzus in Friuli.

"La violenza scaturita dalle ideologie funeste che hanno sconvolto e spezzato l'Europa - ha continuato Serracchiani - ha avuto alcune tra le manifestazioni più terribili sul confine orientale del nostro Paese. Qui il comune impegno contro l'oppressione nazifascista non è stato sufficiente a comporre le contraddizioni e le contrapposizioni: molti decenni e la caduta dei muri sono stati necessari per acquisire infine la serenità di
un giudizio equilibrato"
.

Serracchiani ha aggiunto che "è confortante constatare che negli ultimi anni molti passi avanti sono stati fatti. Anche oggi la presenza di tante autorità e i discorsi toccanti che abbiamo ascoltato hanno contribuito a tenere alta la memoria e a ricordare che questo, non a caso, è un monumento nazionale".

La cerimonia era iniziata la mattina nella piazza di Faedis con l'onore ai caduti, dove hanno pronunciato i loro discorsi il sindaco Claudio Zani e il vicepresidente dell'APO, Roberto Volpetti.

"Non permetteremo che questa commemorazione diventi una semplice ricorrenza annuale, ma, senza invadere il campo degli storici, continuerà a mantenere l'attenzione e il necessario approfondimento su quella tragedia, come è stato fatto quando ciò non era così facile", ha affermato Zani. Gli ha fatto eco Volpetti, ribadendo che "è sulla verità che si costruisce la speranza del nostro futuro".

In seguito il corteo con i labari delle associazioni combattentistiche e i sindaci ha raggiunto Canebola per l'omaggio al monumento dei caduti e per la Santa Messa celebrata dall'arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato.

"E' giusto che non sia dimenticata la profonda ferita che l'eccidio di Porzus ha inferto alla nostra terra, ai nostri paesi e alle nostre famiglie", ha esordito nell'omelia l'arcivescovo, che ha riferito di "avere maturato la convinzione, dopo aver approfondito i documenti storici, che non esistessero obiettivi strategici che giustificassero una simile strage".

Dopo la celebrazione sono intervenuti il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, il presidente del Consiglio regionale Franco Iacop, il presidente della Provincia Pietro Fontanini e ha reso la sua testimonianza Tazio De Gregori, nipote del comandante "Bolla".

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