Castello, siglato l'accordo: ora è ufficialmente della città di Udine

Honsell: "Da un lato si tratta di un fatto simbolico, perché la città lo ha sempre gestito, ma dall'altro consente al Comune di risparmiare circa 100 mila euro l'anno"

“Sono molto soddisfatto di questo passaggio che ha richiesto l’intervento di tantissime persone. Tutto il sistema Friuli, infatti, si è adoperato affinché il simbolo della città e dell’intero territorio friulano tornasse ufficialmente agli udinesi. Da un lato si tratta di un fatto simbolico, perché la città lo ha sempre gestito, ma dall’altro consente al Comune di risparmiare circa 100 mila euro l’anno che fino ad ora dovevamo per un bene che storicamente appartiene agli udinesi e ai friulani”.

Il sindaco di Udine, Furio Honsell, saluta così il passaggio ufficiale del complesso del castello al Comune di Udine, sancito da una firma ufficiale avvenuta oggi 4 marzo nel salone del Parlamento alla presenza del primo cittadino, della presidente della Regione, Debora Serracchiani, dei funzionari comunali, regionali e dell’agenzia del Demanio e di numerose autorità intervenute a questa storica cerimonia. “A nome della città – prosegue Honsell – ringrazio tutte le persone e le istituzioni che si sono adoperate affinché questo passaggio si potesse concretizzare, dai presidenti della Regione che si sono susseguiti in questi anni alla commissione Paritetica e agli onorevoli Mario Pittoni e Ivano Strizzolo”.

Un pensiero condiviso anche dalla presidente Serracchiani, che ha siglato ufficialmente la cessione del castello all’amministrazione comunale dopo il passaggio intermedio tra l’agenzia del Demanio e la Regione. “Mi unisco ai ringraziamenti per l’attività che tanti di noi hanno svolto per riuscire ad arrivare a questo risultato – commenta la presidente Serracchiani –. Abbiamo diverse questioni aperte nei rapporti con lo Stato e in questo contesto la restituzione del castello alla città di Udine è una pietra importante ed è anche una dimostrazione di come la specialità vada esercitata ogni giorno”.

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