A Cargnacco la cerimonia per il ritorno delle cento salme dei soldati morti in Russia

L'emozionante cerimonia si è svolta stamani. L'assessore Barbara Zilli "Valori propri dei friulani come lo spirito di sacrificio, contraddistinsero i soldati italiani in quello che fu uno dei momenti più bui della nostra storia"

Foto di Walter Rizzetto

"La commozione per il sacrificio di tanti giovani, tra cui molti figli della terra del Friuli Venezia Giulia, caduti in condizioni estreme a migliaia di chilometri ndalle loro case e dalle loro famiglie; allo stesso tempo la necessità di ricordare quanto di terribile accadde tramandando la loro memoria, perché solo chi sa cosa è stata la guerra può lottare per la pace".

L'Assessore Barbara Zilli

Questi i concetti espressi oggi a Cargnacco dall'assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, a margine della cerimonia dedicata al ritorno in Italia delle salme di cento soldati italiani caduti nella campagna di Russia tra il dicembre 1942 e il gennaio del 1943. 

"Nella drammatica esperienza che vide protagonisti tanti giovani partiti dalla nostra regione - ha sottolineato l'assessore - emersero dei valori che sentiamo fortemente appartenenti al popolo friulano: in particolare lo spirito di sacrificio che contraddistinse i soldati italiani in quello che fu uno dei momenti più bui della nostra storia".

L'assessore, dopo aver salutato alcuni dei parenti dei caduti presenti al Sacrario, ha rimarcato l'emozione nell'aver visto le salme portate da dei giovani militari, "praticamente coetanei - ha detto Zilli - di chi, poco più che un ragazzo, perse la vita in quello  che venne descritto come un vero inferno di ghiaccio e di fuoco".

Tra le autorità civili, militari e religiose, ha partecipato alla cerimonia anche il consigliere regionale Lorenzo Tosolini e MariaGrazia Santoro.

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