Nuova ciclabile a Beivars, i residenti: "Progetto fatto su Google Maps"

Cittadini e titolari di attività del quartiere di Udine Est si sono uniti questa mattina per protestare contro i lavori pubblici avviati lungo via Bariglaria. Lamentano in particolar modo mancanza di dialogo e di confronto. Tre le problematiche maggiori riscontrate

Una rappresentanza dei residenti e dei commercianti che questa mattina hanno protestato per i lavori in corso nel quartiere di Berivars

Iniziati a Udine Est i lavori per la Ciclovia Fvg 4 consegnati a giugno che collegheranno Udine al ponte di Salt creando un nuovo collegamento da 7,5 chilometri che attraverserà Beivars. Il progetto, finanziato dalla Regione e affidato all'Impresa Coletto S.r.l di San Biagio di Callalta (Tv) per un importo di 278.000 euro, rientra nei lavori da 400 mila euro stanziati con la legge di assestamento regionale nel 2016 e collegherà Beivars a Godia in tutta sicurezza: da Pasian di Prato sarà possibile dunque arrivare a Povoletto fino all'ingresso al Parco del Torre attraverso via Renati, via Planis, via Zoffo, via Zilli, via Bariglaria e via Emilia. 

La scoperta dei lavori e la protesta dei residenti  GUARDA IL VIDEO 

Questa mattina gli operai che si occuperanno della sistemazione dell'incrocio tra via Bariglaria e via Emilia hanno iniziato a scaricare il materiale, a picchettare i cartelli e a delimitare l'area interessata dai lavori stradali. Alla vista dei camion e del cantiere, molti residenti hanno iniziato però a rumoreggiare e a fare domande sul tracciato della ciclabile, scoprendo - solamente oggi - il percorso del progetto in opera. In breve tempo si sono radunate una ventina di persone dando vita ad una protesta pacifica ma animata.

Ciclabile a ridosso delle case

“Questo tratto di pista ciclabile era atteso da tutto il rione – ci ha spiegato Anna Chiarandini, referente del Comitato spontaneo di Beivars –. Ma il progetto non è stato mai fatto vedere a noi residenti né discusso. Solo oggi abbiamo scoperto che la ciclabile sarà discontinua. La pista, dalla sinistra di via Bariglaria, proseguirà infatti sulla destra andando inevitabilmente a disturbare le uscite dalle abitazioni e dai cancelli di chi vive a ridosso con l'incrocio semaforico di via Emilia. Chi uscirà da casa rischierà di essere investito da un ciclista. In quel punto non è previsto un marciapiede, ma solo il tratto di ciclovia”. 

Marciapiede senza parcheggi

A questa prima problematica individuata se ne aggiunge poi una seconda, ovvero la realizzazione di un marciapiede - prima del tutto assente – che dall'incrocio di via Emilia proseguirà a nord di via Bariglaria. Si tratta di un intervento che non prevede stalli e che, a detta dei residenti e dei commercianti della zona, poteva essere progettato meglio confrontandosi con chi vive e frequenta la zona. “Il marciapiede in costruzione – lamentano Laura Cossio e Beppino Antonutti – innanzitutto è troppo largo. In secondo luogo è posto difronte a quattro attività importanti che generano un certo via vai di persone. Ci sono un supermercato, un tabacchino, un bar e una farmacia, ma soli 6 stalli a disposizione. Visto che dopo decenni si è deciso finalmente di costruire il marciapiede, potevano prevedere almeno dei parcheggi per le soste veloci degli automobilisti”. “Non si è pensato alle attività commerciali, sono molto delusa”  ha commentato la dottoressa Tiziana Cossio, titolare da un anno e mezzo della Farmacia Baivars. “Sembra abbiano realizzato il progetto su Google Maps tirando due linee, nonostante se ne parli da una decina di anni”, ha aggiunto sarcasticamente il tabaccaio del quartiere. 

Incrocio pericoloso

Ma non è finita. Oltre alla discontinuità della ciclabile - che da destra spunterà poi a sinistra -, oltre al marciapiede senza stalli per le auto, i residenti chiedono a gran voce di risolvere in qualche modo anche il problema del pericoloso incrocio fra Bariglaria con via Flavia. “Diversi automobilisti indisciplinati – ha concluso la referente del Comitato – attraversano con il rosso quell'intersezione. Chiediamo venga installata una telecamera e che vengano studiate delle soluzioni, prima che ci scappi il morto”.

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