La cantautrice Levante si racconta: "Mi scatenerò con un concerto rock"

L'artista, che sarà ospite all'apertura dell'Homepage Festival, si racconta in esclusiva a Udinetoday nella vita di ieri e di oggi, con l'ironia e la determinazione che l'ha sempre contraddistinta

Levante

È passato poco più di un anno dall’uscita del singolo ‘Alfonso’, il brano tormentone della scorsa estate cantato e scritto da Levante, la cantautrice siciliana trapiantata a Torino che il 6 giugno aprirà l’Homepage Festival a Udine.

Non conosco bene la vostra città racconta in esclusiva a Udinetoday ma per me si tratta di un ritorno perché l’avevo visitata velocemente in occasione del concerto degli Ac/Dc. Cercherò di liberare tutta l’energia durante il concerto, perché quando salgo sul palco non mi risparmio mai, né con i fan né con amici e parenti. Credo molto, infatti, sull’emotività del live e per questo mi vedrete saltare”.

Cosa dovremmo aspettarci? Praticamente di tutto. “In questo concerto la gente rimarrà stupita dal rock, poiché insieme a me ci saranno dei musicisti ‘super cattivi’ che suonano da Dio”.

Una 'cattiveria' simpatica che, con toni molto più pacati, si era notata proprio in Alfonso, il brano del successo, dal ritornello che recita la frase “Che vita di m…” in riferimento alle feste mondane. Com’è nata quella canzone? Parlo delle feste e ce l'ho anche a morte con questi ritrovi superficiali: quello che descrivo è un party tra sconosciuti in cui tutti si pavoneggiano e dove solo ciò che appare risulta essere importante. In realtà quel genere di festa è stata la metafora del sentirmi fuori luogo in un periodo in cui ero proprio stanca e non avevo una collocazione esatta. Lavoravo in un ambiente che non mi piaceva ma ero consapevole delle mie potenzialità: insomma, mi sentivo frustrata perché con la musica non accadeva nulla. Così mi sono ritrovata nella melodia di questo ‘dipinto immaginario’ in cui non conosco nemmeno il festeggiato”. 

La tua sembra un po’ la favola di Cenerentola. Da barista ad artista di successo. Cos’è cambiato da un anno a questa parte nella tua vita? “In realtà a parte il lavoro abbandonato al bar, non è cambiato molto. Faccio musica da 14 anni ed è sempre stato un elemento fondamentale della mia vita. Da quest'anno, magari, con un'impronta più professionale e con più impegni. La storia di Cenerentola me l’hanno affibbiata i media, per cercare qualcosa di sensazionale, ma è sbagliata: il mio percorso musicale arriva da lontano, è stato lunghissimo e faticoso e tutto è arrivato all’improvviso, proprio quando ero stanca e rassegnata”. 

Un messaggio incoraggiante per chi continua a inseguire i propri sogni: “Sì, dovremmo essere tutti un po’ coraggiosi, mantenendo però la lucidità quando arrivano le cose belle. L’umiltà, poi, devi averla dentro. Io ho lavorato sempre a testa bassa”.

‘Manuale Distruzione’, il suo ultimo disco, è uscito per la Inri, un’etichetta indipendente. Per Levante è un po’ lo specchio del suo percorso musicale: “Qualcuno al mio posto ha detto che ho fatto una piccola rivoluzione. Non mi sento una paladina della giustizia, ma credo che nel mio piccolo sia riuscita a portare almeno un messaggio: ce la puoi fare in mille modi, non solo tramite major e talent televisivi”.

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