Calendario del Duce in vendita anche a Udine, insorgono gli ex partigiani dell'ANPI

Con 5.95€ in diverse edicole udinesi è possibile acquistare il calendario del Duce (in ristampa per la terza volta). La segnalazione di alcuni ex partigiani friulani, insieme ad altre da tutta Italia, ha dato il "la" per la costituzione di una Class Action per il ritiro dell'articolo dal mercato

Il calendario

Amarezza, sdegno e incredulità. Ci sarebbero sicuramente molte altre parole a disposizione nel vocabolario della lingua per descrivere il sentimento che gli ex partigiani friulani dell'Anpi hanno provato nel vedere in vendita in bar, edicole e tabacchini il calendario di Benito Mussolini. Acquistabile al modico prezzo di 5.95€ l'articolo è disponibile anche in diverse edicole di Udine .

Gli ex partigiani friulani

Una questione che agli ex partigiani friulani dell'ANPI non è decisamente piaciuta. Così il telefono dell'associazione GiustiItalia ha iniziato a squillare ripetutamente bombardato dalle segnalazioni, provenienti da tutta Italia, della vendita e dell'esposizione dell'articolo.

Calendario che tra le tante segnalazioni giunte, come ci racconta Alessandro Romano dello studio legale dell'associazione, è stato visto appeso anche all'interno dell'ufficio di un giudice di pace a Roma. 

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Lo studio legale

"Parliamo di un fenomeno che è in netta espansione. E' infatti la terza volta che il calendario viene ripubblicato tra lo sdegno generale. La pubblicazione, la distribuzione e, soprattutto, la diffusione - commentano dall'Associazione - rappresenta, sul piano penale, una forma sottile di apologia di fascismo, un reato previsto e punito dalla Legge Scelba attuativa della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione. Sul piano civilistico, rappresenta un danno anche morale, come tale risarcibile, per coloro che si identificano nei valori portati dalla Costituzione Repubblicana. Sul piano amministrativo e politico, lasciamo alla perspicacia di chi legge la valutazione delle conseguenze che potrebbero derivare se persevera la diffusione di questo "virus di idee malsane".

"A livello legale, ora esistono diverse strade percorribili anche dal singolo cittadino concludono. Ciascuno può fare un esposto alla procura per "apologia al fascismo" per quanto concerne il piano penale. Sul piano civile - ci riferiscono dall'Associazione -  sul piatto c'è la predisposizione di una class action alla quale possono aderire tutti i cittadini mandando una mail all'associazione per il ritiro immediato del pezzo dal mercato".

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