Occupazione in calo in Fvg negli ultimi mesi del 2018

Dopo essere cresciuta negli ultimi anni, l'occupazione regionale ha subito una frenata nell'ultimo trimestre dell'anno scorso

In Friuli Venezia Giulia nel quarto trimestre del 2018 il numero di occupati è sceso a 507.200 unità, dopo aver registrato il valore più elevato dell’ultimo decennio nel periodo precedente (523.200). La media dei quattro trimestri dell’anno, pari a 510.800 occupati, evidenzia comunque un significativo aumento rispetto al 2017 (+5.600, pari a +1,1%). 

L'indagine

Lo rende noto l’Ires Fvg che ha rielaborato dati Istat con il ricercatore Alessandro Russo. Tale dinamica positiva si inserisce in una fase di crescita che dura dal 2015. Si tratta di un risultato in linea con le altre regioni del Nordest (nel complesso +1,1%) e superiore all’andamento nazionale (+0,8%). A livello territoriale gli incrementi più consistenti si registrano nelle province di Udine (+4.800 unità) e Trieste (+2.300), Gorizia presenta un livello dell’occupazione sostanzialmente stabile (+300 unità), solo Pordenone evidenzia un calo (-1.600).

Aumenta la componente femminile

Nella nostra regione la crescita della componente femminile è stata decisamente maggiore rispetto a quella maschile (rispettivamente +3.700 unità e +1.900 nel confronto con il 2017). In effetti l’aumento è stato favorito soprattutto dai risultati positivi del terziario (+4.800 unità, pari a +1,9%) e del raggruppamento che comprende commercio, alberghi e ristoranti (+2.100), che compensano l’andamento particolarmente negativo del manifatturiero (-6.000). Anche l’agricoltura (+1.700) e l’edilizia (+3.000) hanno fornito un contributo all’incremento dell’occupazione.

Espansione del part time

Si può anche osservare che nell’ultimo anno è continuata l’espansione dell’occupazione part time (+4.800 unità, pari +4,9%), mentre l’incremento di quella a tempo pieno è stato più contenuto (+900, pari a +0,2%). Quest’ultima tendenza rispecchia l’importanza sempre maggiore del settore dei servizi, dove è più diffusa l’occupazione a tempo parziale (di solito femminile). La dinamica positiva registrata nel 2018 è inoltre attribuibile sia alla componente dipendente (+2.700 occupati), sia soprattutto a quella indipendente (+3.000), che nell’ultimo biennio ha interrotto una lunga fase negativa. Si ricorda che nell’ambito del lavoro indipendente sono compresi: gli imprenditori, i liberi professionisti, i lavoratori in proprio (commercianti, artigiani e agricoltori), i coadiuvanti familiari, i soci delle cooperative e i collaboratori. 

Tasso di occupazione record nel 2018

Nonostante il crollo dell’ultima parte dell’anno (dal 67,8% del terzo trimestre al 65,7%) il tasso di occupazione registrato in media nel 2018, calcolato come rapporto percentuale tra il numero di occupati e la popolazione nella fascia di età 15-64 anni, ha toccato il livello più elevato (66,3%) da quando sono disponibili le serie storiche (dal 1993), superiore anche ai valori del biennio 2007-2008 anteriore alla crisi. La popolazione in età attiva è infatti decisamente diminuita nell’ultimo decennio e tale dinamica ha consentito di superare i tassi di occupazione precedenti anche con un numero di occupati inferiore. In particolare il tasso di occupazione femminile ha sfiorato il 60% (59,5%), ossia oltre 20 punti percentuali in più rispetto ai livelli dei primi anni Novanta. Al contrario il tasso di occupazione maschile nei primi anni Duemila si era avvicinato all’80% per poi scendere nell’ultimo biennio al 73%. Si può infine considerare che l’attuale tasso di occupazione regionale è molto più vicino alla media dell’Unione Europea (nel terzo trimestre del 2018 pari al 69%) rispetto a quello dell’Italia nel suo complesso (poco meno del 59%) che è all’ultimo posto seguita solo dalla Grecia.

Non cala la disoccupazione

Il numero di persone in cerca di occupazione in regione nel 2018 si è attestato in media a 36.600 unità, un valore sostanzialmente analogo a quello dell’anno precedente (36.400). Pertanto si può osservare che si è interrotta quella fase di riassorbimento della disoccupazione regionale che aveva fatto diminuire il numero di persone in cerca di un impiego di quasi 7.000 unità tra 2015 e 2017. Nel 2018 il tasso di disoccupazione complessivo si è attestato al 6,7% (in analogia con l’anno precedente), quello femminile rimane su valori più elevati, pari all’8,1% contro il 5,5% della componente maschile. Continua infine a diminuire anche il numero degli inattivi (nella fascia di età 15-64 anni), cioè di coloro che non lavorano e non cercano un’occupazione: nel 2018 erano in media 216.200 (e pari a oltre 33.000 in meno rispetto a dieci anni fa) contro i 221.200 del 2017.

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