Borgo stazione, gli esercenti: "Chi crea i problemi sono sempre gli stessi"

Le soluzioni proposte da due gestori di via Roma, Luigi Armano del Cafè Corin e Maurizio Criscolo del Papi Bar. Chiedono un presidio fisso, un'ordinanza antibivacco e il divieto di vendita delle bevande alcoliche refrigerate.

 

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Nel quartiere che gravita intorno a via Roma e alla Stazione Ferroviara sono in atto diverse misure atte a migliorare la situazione e la percezione di sicurezza. 

Ordinanza e vigilanza

Se fra qualche giorno entreranno in servizio le 6 guardie armate giurate, che sorveglieranno le strade dalle 18 e le 24, lunedì 15 ottobre è scattata l'ordinanza firmata dal sindaco Fontanini che obbliga tutte le attività a chiudere entro le 23 dalla domenica al giovedì, e entro le 24 di venerdì e sabato.

Sospensione delle licenze

Oltre a questo, negli ultimi quaranta giorni sono state sospese ben 5 licenze in Borgo Stazione in quanto questi locali sono risultati tutti essere "abituali ritrovi di persone pregiudicate o pericolose". Gli ultimi esercizi costretti alla chiusura forzata e temporanea sono stati il Kabul House di via Roma e il minimarket Samia Alimentari di viale Europa Unita. Stessa sorte era toccata al bar Preluna di via Roma, al bar Akwaaba di via della Rosta e all'Osho bar di viale Europa Unità. 

Cosa si potrebbe fare

Chiacchierando con alcuni titolari del quartiere, le soluzioni adottate o sperimentate non sembrano però colpire nel segno. Luigi Armano del Cafè Corin, ad esempio, ci ha spiegato come la sua speranza sia l'introduzione di un'ordinanza che vieti la vendita di bevande alcoliche refrigerate contestualmente ad un'altra che impedisca il bivaccare dei passanti. Maurizio Criscolo, gestore del Papi Bar, come il suo dirimpettaio, già da tempo nega la somministrazione e il servizio a diversi clienti, "perchè - ha spiegato- grossomodo le persone che creano i problemi sono sempre le stesse". Entrambi hanno poi auspicato più vigilanza a piedi da parte delle forze dell'ordine e possibilmente l'installazione di un presidio di vigilanza fisso. Un'idea lanciata già dieci anni fa da Volpe Pasini Volpe durante la prima giunta Honsell, ma mai sperimentata a causa, forse, della scarsità di agenti e risorse. "Quello che è a tutti gli effetti il quartiere d'ingresso di Udine per 50 mila pendolari giornalieri fra studenti, professionisti e turisti, dovrebbe offrire tutt'altra accoglienza", ha concluso un po' scoraggiato Luigi Armano. 

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