“Borgo stazione” si rimette nelle mani del Fogolâr Civic

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

La Presidenza del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic”, retta dal prof. Alberto Travain, informa, a mezzo nota stampa, che, pervenute il 28 marzo 2018 le dimissioni - per ragioni familiari - del presidente del Coordinamento Civico Udinese “Borgo Stazione”, l'apprezzato dr. Fernando Luisi, eletto il 29 settembre 2014 da pubblica assemblea popolare cittadina convocata dallo stesso Fogolâr Civic, organizzazione patrocinatrice del celeberrimo comitato rionale, ora la situazione ritorna nelle mani del direttivo “fogolarista”, cui, per reiterata tradizione sociale, spetterà convocare civica adunanza che “con votazione plateale palese secondo l’antica usanza friulana” disponga del futuro del circolo. Anche la compianta prima presidente del Coordinamento fu eletta, infatti, da assemblea popolare cittadina, non rionale, “ciò per il valore paradigmatico – si ricorda in casa Fogolâr Civic – di un'area urbana che costituisce linea del fonte e banco di prova delle capacità locali di accoglienza ed integrazione nonché di gestione della convivenza, della sicurezza e dell'ordine pubblico nella città di Udine di fronte ad una globalizzazione che sfida il 'piccolo mondo antico' urbano”. La palla, ora, dunque, passa nelle mani del presidente del Fogolâr Civic, il prof. Alberto Travain, che nel 2003 restituì al quartiere un'identità storica anche attraverso il nome di “Borgo Stazione” attribuito al Coordinamento civico e gratuitamente contestato da alcuni residenti locali poco pratici di memoria storica e di cultura civica udinesi. “Un fraterno abbraccio all'amico Luisi! L'ho sempre apprezzato. Quindi, mi spiace per questo ritiro, di cui rispetto la motivazione. Credo personalmente che il Coordinamento Civico Udinese 'Borgo Stazione' sia stato così grande, così eccezionale, così un esempio nel quadro del civismo cittadino che, forse, ora l'unico modo per non intaccarne la lezione storica è davvero un suo 'congelamento nel mito'. Chi vuole seguirne le tracce, lo faccia, ma sotto altre insegne rispetto a quelle da consacrarsi alla memoria civica! Ecco la mia opinione!” soggiunge Travain, commentando la situazione.

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