A rischio la biblioteca del Seminario Arcivescovile, esclusa dai contributi regionali

La denuncia di Fontanini, “La legge 23/2015 ha parametri retroattivi e penalizzanti”

La legge regionale 23/2015, oltre a mettere in crisi una modalità collaudata come il prestito interbibliotecario, colpisce un’altra importante realtà del nostro sistema: la Biblioteca Bertolla del Seminario Arcivescovile di Udine fondata nel 1601 che, per il 2017, non avrà accesso ad alcun contributo regionale”. A denunciare la situazione è il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini che spiega come stanno le cose.

“Con un patrimonio librario di 100.266 volumi, pregevoli libri antichi, la struttura non rientra nelle biblioteche di interesse regionale unicamente perché non ha raggiunto il livello di immissione in rete delle schede catalografiche, che deve essere almeno il 50 per cento del patrimonio medesimo, mentre al momento si ferma a circa il 20 per cento. Una condizione che è conseguente alla vastità dei volumi conservati e che, di fatto, blocca l’accesso ai finanziamenti. Una situazione paradossale che penalizza questa realtà e il servizio rivolto all’utenza”. La biblioteca, infatti, deve retribuire il personale (due addetti) e sostenere le spese di gestione e di catalogazione con mezzi propri, non contando sul contributo regionale che, nel 2016, era pari a 13 mila euro.

Il presidente evidenzia, inoltre, il controsenso di altri parametri inclusi nella legge:  l’aver realizzato, nei tre anni precedenti, programmi di incremento e di acquisizione di grandi opere di interesse culturale, e aver collaborato ad almeno due iniziative di studio e di ricerca con l’Università o altri istituti. “Si tratta di requisiti precedenti all’entrata in vigore della legge che dovrebbe essere fatta per regolamentare il futuro e non sulla base di attività già svolte”, aggiunge Fontanini.

Quanto ai criteri previsti dalla Regione, la direzione della biblioteca corrisponde in pieno ai requisiti per quanto riguarda tipologia, modalità di apertura del servizio pubblico (32 ore settimanali), programmi di incremento del patrimonio, iniziative didattiche e di divulgazione scientifica. Oltre ai frequentatori comuni, fanno riferimento alla biblioteca, insieme con istituzioni culturali straniere, il Seminario, l’Istituto Superiore di Scienze Religiose  in collegamento accademico con la Facoltà Teologica del Triveneto e le Università regionali. Quanto poi all’adeguatezza degli spazi e delle attrezzature destinati alla consultazione del patrimonio librario custodito e per l’accesso elettronico delle fonti di informazione disponibili in rete, la biblioteca è dotata di un’ampia sala per lo studio e la consultazione con 26 posti lettura e 3 postazioni internet, servizio wi-fi, una postazione per consultazione del catalogo Opac. Importanti fondi archivistici come quelli di mons. Pio Paschini e del cardinale friulano Ildebrando Antoniutti  tra quelli ecclesiastici e l’Archivio Osoppo per la Resistenza in Friuli  e della Democrazia Cristiana tra quelli laici, costituiscono parte del ricco patrimonio archivistico afferente alla biblioteca del seminario. “La Regione riconsideri questo provvedimento e valuti i casi per non mettere in difficoltà una realtà importante del territorio, per la ricchezza della sua dotazione libraria e archivistica, di grande valore anche per la cultura friulana”, conclude Fontanini.

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