Ex Caserma Osoppo di Udine, approvate le linee guida per la riqualificazione della struttura

Prevista una doppia soluzione: o il conferimento del diritto di superficie oppure la vendita dei tre lotti che comprendono complessivamente 11 ettari dell'area

“Un passo avanti molto importante per rimettere finalmente in gioco gli undici ettari della caserma Osoppo, di cui attualmente sono stati restituiti alla città soltanto nella parte della palazzina comando e di una piccola parte del parco”.

È con soddisfazione che il sindaco di Udine, Furio Honsell, commenta la decisione della giunta comunale di approvare le linee guida “per il conferimento del diritto di superficie e/o l'alienazione per la riqualificazione e la valorizzazione dell'area denominata ex caserma Osoppo” in via Brigata Re. L'oggetto dell'appalto, infatti, prevede il recupero di immobili o la nuova costruzione di immobili in termini più generali dell'intero compendio immobiliare o di parte dello stesso.

Ora – prosegue Honsell – con queste linee guida, che passeranno al vaglio del consiglio comunale di settembre, potremo procedere direttamente alla pubblicazione del bando che prevede due possibilità, o l'acquisto o l'acquisizione del diritto di superficie da parte dei privati secondo le manifestazioni di interesse raccolte ancora nel 2012.

Tre i “comparti”, o lotti, dell'intero compendio interessati, per un valore di diritto di superficie complessivo pari a oltre 3 milioni e mezzo di euro o di oltre 6 milioni e 800 mila euro in caso di acquisto. Per quanto riguarda la destinazione d’uso dei tre comparti, il primo è destinato a strutture sportive/ricreative, residenziale e funzioni correlate. Il secondo alla valorizzazione della Piazza d’Armi, dovrà garantire l’integrazione tra i comparti e il parco adiacente e dovrà prevedere il recupero degli edifici esistenti (fabbricato 8 e fabbricato 9). In questo caso è anche prevista una edificabilità con destinazione residenziale, direzionale e commerciale. Il terzo lotto, infine, è destinato al mantenimento dell’edificio (fabbricato 11) che conserva la funzione di elemento di chiusura della piazza d’armi e potrà sviluppare un'edificabilità a destinazione direzionale, istruzione, residenza e servizi.

Nel caso di cessione del diritto di superficie, la durata avrà durata massima di 30 anni, rinnovabili, con facoltà del cessionario di proporre un termine diverso e comunque non superiore ai 50 anni. Scaduto il termine finale della cessione, poi, il diritto di superficie e/o la proprietà superficiaria si estingueranno e il nudo proprietario diverrà proprietario delle opere costruite dal cessionario e/o dai suoi aventi causa  nello stato in cui si trovano senza che sia tenuto a versare alla controparte alcun indennizzo.

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