Artista friulano conquista gli sceicchi degli Emirati Arabi Uniti

Si tratta del friulano Leonardo Ulian e ha appena installato una sua opera al Museo d’arte di Sharjah, centro culturale degli Emirati Arabi, dove si è appena conclusa la ventesima edizione del celebre Islamic Arts Festival (SIAF)

Leonardo Ulian spiega la sua'installazione allo sceicco Abdullah bin Salem Al Qasimi all'inaugurazione del Festival / Foto © Islamic Arts Magazine

Si dedica a tempo pieno all’arte e alcune sue opere si trovano in Cina, negli Stati Uniti e negli Emirati Arabi Uniti. Si chiama Leonardo Ulian, ha 43 anni, è friulano - originario di Ruda - e vive a Londra dal 2004.

L'installazione a Sharjah

Leonardo Ulian-2Proprio ieri si è conclusa la ventesima edizione del Festival delle arti islamiche di Sharjah, storica capitale culturale posta vicino a Dubai, dove Ulian ha appena esposto una sua installazione intitola “Technological mandala120 - Joint space" catturando l'attenzione di numerosi visitatori oltre che quella dello sceicco Abdullah bin Salem Al Qasimi. Si tratta di una creazione realizzata ad hoc, seguendo quello che in fin dei conti è lo stile visionario con cui Leonardo si è fatto conoscere nell'ambiente artistico londinese: una "ragnatela" composta da transistor, componenti elettronici di varia natura e fili di rame ed ottone. Una realizzazione che rimanda e unisce necessariamente due concetti chiave della visione dell'artista friulano, ovvero l'idolatria che si ha oggi per la tecnologia, vista e osannata come vera e propria fede, e inoltre la creazione di un ponte tra l’arte contemporanea e l’estetica dell’arte geometrica orientale.

La crescita artistica

Leonardo fin da piccolo si divertiva a smontare radio, telefoni e oggetti elettronici; e oggi come allora, continua a farlo con la sua arte. Lui ama definirsi "artista multimediale" e il suo stile è nato inseguendo le sue passioni e i suoi studi di grafica, aerografia ed elettronica fatti in Friuli. Inoltre era anche solito suonare la chitarra baritono e il basso al "No Fun club" di viale Palmanova. Ma tutto quello che gli è accaduto finora lo deve soprattutto a Londra, città nella quale si è trasferito 14 anni fa, quando lasciò uno studio grafico di Udine con l'idea di imparare una volta per tutte l'inglese. «Credo sarebbe stato difficile per me vivere e lavorare esclusivamente d'arte in Friuli - ci spiega Ulian -. Inutile girarci attorno, una capitale come questa dà molti contatti e opportunità. Ma la cosa speciale è la libertà mentale che riesce a trasmettere. Qui non esiste il concetto "non si può fare", solo l'opposto. Non fraintendetemi, il Friuli è un bellissimo posto e mi piacerebbe tornarci stabilmente, non lo nego, ma non so che possibilità ci sarebbero. Faccio un esempio per farmi capire: a Londra mi capita di lavorare con degli "art consulting", ovvero degli intermediari che contattano un artista per acquistare o commissionare opere per allestire ambienti, stanze o ingressi di edifici. In Friuli questo tipo di opportunità sono più difficili da trovare». [In fondo all'articolo due installazioni, una delle quali venduta tramite un art consulting: la prima è stata realizzata per il Blue Building di Londra, di proprietà della multinazionale Tableau Software; la seconda è stata realizzata per una organizzazione americana no profit di San Francisco che fa ricerca sull’ intelligenza artificiale].

Sliding doors

Come la maggior parte dei migranti, Leonardo, arrivato nel Regno Unito, ha iniziato a lavorare come cameriere e lavapiatti. Acquisita la padronanza con la lingua si è quindi iscritto ad un corso triennale d'arte alla London Metropolitan University ed è li che grazie un suo docente, incuriosito dalle sue creazioni e dal suo stile, comincia a collaborare con lui in veste di assistente di studio. «Devo molto a quell'opportunità - puntualizza Ulian -. Grazie a quell'esperienza ho capito meglio il sistema dell’arte, come si doveva lavorare e come ci si doveva presentare. Grazie a quel professore ho davvero imparato tanto». A questa è seguita poi una seconda esperienza di tre anni come assistente artistico in un altro college della città. Nel 2014, infine, la scelta di mettersi definitivamente in proprio e di dedicarsi completamente all'arte contemporanea. «Ho affittato uno studio più ampio e ho iniziato a lavorare come “freelance artist”».

Attualmente sono due le gallerie con cui collabora l'artista friulano, la "The Flat" di Milano e la "Beers London Gallery" di Old street a Londra. Per maggiori informazioni e curiosità questo è il suo sito personale --> www.leonardoulian.com

L'opera di Leonardo Ulian realizzata a Londra per il Blue Building della multinazionale Tableau Software.

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L'opera di Leonardo Ulian realizzata a San Francisco in California per una organizzazzione americana no profit che fa ricerca sull’ intelligenza artificiale.​

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