Eurotech punta sull’Internet of Food: in sviluppo app collegate alle piante, agli alimenti e al frigorifero

Come gli statunitensi, anche la nota azienda di Amaro sta lavorando sull'innovazione digitale legata al cibo e alla tracciabilità degli alimenti. Presto anche app che consentiranno di aprire il frigorifero di casa ed individuare velocemente il cibo prossimo alla scadenza

Si chiama Internet of Food (IoF) ed è la declinazione in tema food (cibo) dell'Internet of Things (Internet delle Cose) e rappresenta il futuro dell’innovazione digitale. Anche Eurotech punta sull’Internet of Food. Ovvero: tracciabilità degli alimenti e dei loro ingredienti, per vegani e vegetariani e non solo; smart kitchen, ovvero applicazioni che consentono di aprire il frigorifero di casa ed individuare velocemente il cibo prossimo alla scadenza, e molto altro. L’intera filiera del cibo potrà venire tracciata e caratterizzata, divenire ‘intelligente’, offrirci informazioni utili, per una migliore qualità della vita oltre che la sua ottimizzazione nelle pratiche legate al cibo. Il Governo americano ha definito quella del cibo la nuova frontiera dell’innovazione tecnologica. Internet of Food significa anche nuovi modelli di business nel settore alimentare: dalla produzione del vino, fino, volendolo a quello della pasta o del latte. Dei prodotti che costituiscono i pezzi principali del nostro carrello, del nostro paniere.

In tema IoF (Internet of Food) Eurotech sta lavorando per garantire una tecnologia cosiddetta 'abilitante', rispetto alla quale, ogni portatore di interesse, dalla grande multinazionale alimentare fino alla piccole media realtà del settore, potrà facilmente e con i tradizionali ‘tool informatici’  rendere più “intelligenti” apparecchi di misura, processi di produzione e raccolta, offrendo al consumatore  un prodotto migliore e aumentando la fidelizzazione al marchio’ afferma Roberto Siagri, presidente di Eurotech.

Ci sono molte applicazioni che richiedono anche in agricoltura l’IoF per esempio l’identificazione del momento più adatto per l'uso di composti chimici che possono velocizzare o ritardare alcuni processi naturali della pianta. Infatti, in caso di inverni miti, oppure al contrario rigidi, il tecnico specializzato, attraverso la rete di sensori  è in grado di capire quando e che tipo di composto utilizzare per rinvigorire la pianta e dunque aumentare la produttività della stessa. 'Questa è una delle innumerevoli applicazioni dell'IoF - continua Siagri - il nostro compito, lo ribadisco, è creare la 'piattaforma'  di trasporto ed elaborazione dei dati  dal campo, in questo caso in senso letterale,  agli smartphone o tablet,  così che gli addetti ai lavori con lo stesso sforzo con cui si realizza un sito web si possa realizzare una applicazione IoF anche complessa. Ciò detto, è abbastanza evidente che Expo potrà sicuramente lasciare profondamente il segno in tema IoF, per una redifinizione dei modelli di business in tema food. Partendo dalla formazione di una cultura del 'cittadino digitale' più consapevole'.

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