A Sammardenchia una collezione di cimeli del Milan da record

Adriano Scagliola, che risiede nella frazione di Pozzuolo, è tra i più grandi collezionisti di articoli riguardanti il club presieduto da Silvio Berlusconi. Detiene oggetti di ogni tipo e fattura dedicati al Diavolo

Adriano Scagliola davanti alla sua collezione

Oltre 2mila articoli originali - tra cui magliette, tute, bevande, cibo e gadget di ogni tipo e fattura - , per celebrare il tifo per la squadra di calcio del Milan. Il tutto è conservato a Sammardenchia di Pozzuolo. Lì infatti risiede da alcuni anni l’autore di questa enorme raccolta, il 37enne Adriano Scagliola, che ci ha raccontato della sua passione maniacale. 

L’ORIGINE. Se il calcio - come sostiene lo scrittore spagnolo Javier Marias - rappresenta il recupero settimanale dell’infanzia, non poteva che accadere in quella fase di età che Scagliola maturasse l’amore per il Diavolo: «Sono nato e cresciuto a Taranto. Nel condominio dove abitavo con i miei genitori tutti tifavano per il Milan, e non mi sono potuto astenere».  Questo per quello che riguarda “la fede”, ma il collezionismo, come è partito? «Non molti anni fa. È successo un po’ per caso. Ho iniziato comprando un paio di cose, e poi - complice il mondo del web - l’attività è diventata molto più intensa, riuscendo così a mettere assieme una collezione così consistente».

NUMERI DA RECORD. Le cifre che può vantare Scagliola pare abbiano pochi eguali. Eh si, perché Adriano - da bravo tifoso - è anche moderatore di una fanpage su Facebook molto partecipata dai milanisti, e in più riprese ha provato a cercare qualcuno che condividesse il suo hobby: «Collezionisti ce ne sono, e anche parecchi, ma fino ad ora non ho trovato davvero nessuno che abbia così tanti pezzi come me».

LA COLLEZIONE. Per arrivare a oltre 2mila unità - di articoli tutti rigorosamente approvati dall’A.C. Milan -, non bastano maglie e tute (ne ha circa una settantina), ma c’è ben altro: «Il primo acquisto fu una confezione di cioccolatini. Tra le cose curiose ho anche una lattina della birra del Milan, prodotta da una casa danese che ormai non esiste più, nel 1990.  Sono riuscito a scovarla recentemente su internet, e ad acquistarla per soli cinque euro. La cercavo da anni! Posseggo addirittura l’amaro ufficiale - del 1977, approvato anche dalla Lega Calcio - e le liquirizie, create in occasione del decimo scudetto, quello della stella». Non solo “gastronomia” tra i cimeli, ma anche altri oggetti di culto: «Mi piacciono molto delle biglie da spiaggia degli anni ’60 - su cui sono raffigurati degli eroi dell’epoca di Rocco come Rivera, Prati e Schnellinger - e una macchina fotografica marchiata Agfa, del 1978».

LA PASSIONE NON TRAMONTA. Scagliola è sempre attivo e attento, pronto ad irrobustire il suo piccolo patrimonio: «La settimana scorsa ho comprato quattro mazzi di carte molto rari, e mi sto preparando ad accaparrarmi quello che fino adesso è stato solo un sogno, cioè l’acquario del Milan». Il collezionismo regala emozioni e gioie, ma Adriano vorrebbe tornare a provare quelle legate al campo, da troppi anni ormai lontane dal club: «Forse il ciclo di Berlusconi si è esaurito. È il presidente più importante della storia, ma ogni cosa a suo tempo. Negli ultimi anni ha pensato troppo alla politica - strumentalizzando in parte anche la società - e poco al calcio. Speriamo che venda, a patto che lo faccia a gente competente e con disponibilità, in modo da tornare grandi come meritiamo».

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