A 16 mesi dal caso Regeni a Udine si alza ancora la voce e si pretende fermezza ed unione dall'Italia e dai partner europei

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

"No al rientro di ambasciatori italiani al Cairo sino alla caduta del governo egiziano che ha dileggiato il nostro Paese. E sui siti web ed esposte ai balconi delle ambasciate degli Stati UE campeggino insegne rivendicative di giustizia sul caso di Giulio Regeni. Non si parli altrimenti nè di Europa nè di Italia!". Ecco in sintesi le istanze indirizzate alle massime Autorità della Repubblica Italiana a mezzo Prefettura di Udine dal Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic", a 16 mesi dalla tragedia del ricercatore universitario friulano di Fiumicello, sequestrato, torturato e ucciso nella terra dei Faraoni nel probo esercizio delle sue funzioni di studioso dello stato socio-economico di quel Paese. Già nel 2016, il "Fogolâr Civic" aveva richiesto con apposita missiva la solidarietà dei singoli Paesi dell'Unione attorno alla scabrosa questione. Nella medesima ricorrenza mesile, analoghi inviti a non cedere il campo sul caso Regeni sono stati inviati alla sede governativa udinese anche dalle presidenze del rinnovato Arengo cittadino locale, del Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl" e del Club per l'Unesco di Udine, le quali, insieme al "Fogolâr Civic" hanno rinnovato, come avviene il giorno 25 di ogni mese (Regeni scomparve il 25 gennaio 2016), la deposizione di una civica targa rivendicativa presso la Colonna della Giustizia, in Piazza Libertà, nel cuore del capoluogo friulano. Presenti, tra le rappresentanze sociali convenute, il prof. Alberto Travain, presidente di "Fogolâr Civic" e "Academie dal Friûl", lo scrittore Maurizio Di Fant, la dott.ssa Maria Luisa Ranzato e la signora Jolanda Deana, rispettivamente vicepresidente, vicario e cancelliere del "Fogolâr Civic"; la prof.ssa Renata Capria D'Aronco, presidente dell'Arengo udinese e del Club per l'UNESCO di Udine; don Tarcisio Bordignon, cappellano "fogolarista"; e ancora, il consulente culturale Alfredo Maria Barbagallo, la maestra Manuela Bondio, i collaboratori Marisa Celotti, Luisa Faraci, Eugenio Pidutti, Luigina Pinzano...

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