Festa della Liberazione a Udine, Honsell: «Liberismo e consumismo i nuovi fascismi»

25 aprile 2017. Cerimonia in città per il 72° anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Il sindaco di Udine invoca una nuova Resistenza, contro l'oligarchia delle multinazionali: "C'è un nuovo, subdolo totalitarismo strisciante, quello del liberismo individualista e della massificazione consumistica"

La cerimonia in Piazza della Libertà

Come da tradizione negli ultimi 9 anni, il sindaco di Udine, Furio Honsell, ha tenuto una lunga orazione durante la cerimonia svoltasi questa mattina in piazza della Libertà, in occasione dei festeggiamenti per il 25 aprile. Un migliaio i cittadini accorsi da tutta la provincia, nonostante il tempo incerto, e decine le alte cariche istituzionali, i sindacalisti e gli amministratori locali - con gonfalone al seguito - presenti alla manifestazione. Questo, certamente, il passaggio più importante del discorso del primo cittadino udinese:

"Oggi non dobbiamo combattere più solamente il totalitarismo fascista - ha ammonito Honsell, quello fondato sul mito millenarista del superuomo, il totalitarismo dello Stato che schiaccia l’individuo, che rifiuta il pluralismo e nega la piena realizzazione della personalità. Oggi dobbiamo resistere ad un nuovo ma altrettanto forte e più subdolo totalitarismo, a nuovi fascismi: quello del liberismo individualista ed egoista, nell’idolatria della libera concorrenza della massificazione consumistica che si traduce nell’oligarchia delle multinazionali."

"Questo totalitarismo - ha proseguito il sindaco-, pur essendo di natura apparentemente diversa,  si manifesta invece proprio come aveva fatto il fascismo: azzerando la storia e il senso dei sindacati, indebolendo le tutele dei lavoratori e il ruolo dei partiti, aprendo i centro commerciali il 25 aprile. Questo nuovo totalitarismo, è un fascismo alla rovescia, è il totalitarismo del privato, degli interessi personali, che schiacciano e azzerano lo Stato e disprezzano le Istituzioni e la Politica. È il totalitarismo dell’élite che cavalca l’antipolitica, che fa perdere di vista, anzi saccheggia, il bene comune, la cosa pubblica."

Durante la cerimonia Honsell ha ricordato (anche in marilenghe) come Udine sia sempre stata negli anni un simbolo alla Resistenza, sia nel passato, come nel presente. Una città in prima linea contro le tirannie, le disuguaglianze, le prepotenze e che ha prestato sempre il suo fianco alla lotta per i diritti civili e per la difesa dei più deboli. Il capoluogo friulano, medaglia d’oro al valore militare per la Liberazione, ha sempre portato avanti valori di libertà, di pari opportunità, di pluralismo e di democrazia e non si è mai tirata indietro durante le rivolte per i nuovi diritti, da quelli per le unioni civili fra le coppie omosessuali a quelle sul fine-vita. 

Come da prassi, la cerimonia si è poi spostata in piazzale XXVI Luglio per la deposizione della corona al Monumento della Resistenza di Gino Valle, restaurato nel 2015 in occasione del 70°, e immancabilmente si è rinnovato il lancio di garofani in via Poscolle da parte degli eredi della vedova Liliana, vedova del pittore Tavagnacco, oramai impossibilitata a dare continuità di persona a quella che oramai è una tradizione per tutti i partecipanti del 25 aprile in città. Al termine della cerimonia, una delegazione ufficiale si è poi recata come gli anni scorsi a deporre una corona anche al cimitero britannico di Tavagnacco.

La cerimonia di Piazza della Liberta': l'orazione del sindaco Furio Honsell

Il corteo verso Piazzale XXVI Luglio: intervista a Federico Pirone (assessore alla Cultura di Udine), Franco Iacop (presidente del Consiglio regionale del Fvg) e a Stefano Balloch (sindaco di Cividale)

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