Umiltà e gratitudine, la lettera di Franklin Foer, vincitore del 15esimo Premio Terzani

Il vincitore spiega le tematiche del libro, in polemica contro i potenti della rete, che raccolgono l'eredità di Terzani

Il vincitore del Premio Terzani Franklin Foer

Franklin Foer, giornalista e scrittore statunitense, è nato nel 1974 ed è fratello dello scrittore Jonathan Safran Foer e di Joshua Foer, giornalista come Franklin e autore per Longanesi di “L’arte di ricordare tutto” (2011).

Carriera

È uno dei redattori di punta della prestigiosa rivista di cultura, scienza e attualità "The Atlantic". In passato è stato editor di "The New Republic" (2006-2016) e collaboratore delle riviste "New York" e "Slate". È autore di diversi libri, tra i quali Come il calcio spiega il mondo: uscito in Italia nel 2007 da Baldini & Castoldi Dalai, è un'appassionata analisi di questo sport nell'era della sua (problematica) globalizzazione e un pretesto per far luce, da un inedito punto di vista, sulle nuove oligarchie del mondo contemporaneo. Nel 2017 ha pubblicato il saggio World Without Mind. The Existential Threat of Big Tech, inserito fra i migliori dell’anno dal New York Times e dal Los Angeles Times. Tradotto in Italia da Longanesi nel 2018 col titolo I nuovi poteri forti. Come Google Apple Facebook e Amazon pensano per noi (traduzione di Matteo Camporesi), vince il Premio Terzani 2019.

La lettera di ringraziamento

«Grazie infinite, è con un sentimento di onore e di umiltà che ricevo questo Premio. Onorato di far parte della grande tradizione di scrittori che lo hanno ricevuto nel passato. Onorato di essere parte dell’eredità di Tiziano Terzani. Il mio libro è una polemica. Riguarda quattro aziende che si sono radicate profondamente nelle nostre vite. Sono ovunque: si sono infilate nelle nostre tasche, nelle casse stereo che mettiamo negli angoli della nostra camera da letto. Sono il canale verso il mondo dell’informazione, del commercio, della democrazia. Si sono insinuate nelle nostre vite come dal cielo, tanto che abbiamo sempre dato per scontato che come contro il tempo atmosferico anche contro la tecnologia non si potesse fare nulla. Diamo per scontato che non ci sia niente in nostro potere per fermare l’ascesa di queste aziende. Spero invece che sia arrivato il momento in cui noi tutti ci svegliamo e ci rendiamo conto della minaccia che esse rappresentano per la nostra società e per noi come singoli individui. Quando scrissi questo libro (ndr 2017), lo avevo inteso principalmente come una polemica contro queste aziende, ma lo intendevo anche come una strategia di difesa. Perché ciò che queste aziende ci stanno togliendo, è proprio ciò che primariamente dobbiamo preservare e proteggere: in una parola, stiamo cercando di proteggere l’individuo, dobbiamo proteggere niente meno che l’individuo. Queste aziende rappresentano un attacco all’individuo e alla nostra individualità. Non solo sono insensibili alla questione della privacy, ma affermano, col loro operato, un’idea del capitalismo basata sul monopolio. Hanno dato l’assalto all’idea di paternità di un’opera, hanno intrapreso una guerra subdola contro la proprietà intellettuale e ci hanno privati di una delle cose più importanti: la nostra libertà di scelta. Quindi non solo vi ringrazio per il Premio che oggi mi conferite, ma vi ringrazio dell’attenzione che la Giuria ha dimostrato di avere nei confronti delle tematiche affrontate nel libro, tematiche che io credo siano strettamente legate all’eredità intellettuale di Tiziano Terzani, un uomo che dava valore al confronto, dava importanza alla dimensione lenta e profonda dell’impegno ed è questa dimensione che le quattro aziende minacciano. Sono onorato del fatto che Longanesi e Stefano Mauri abbiano visto nel mio libro una causa da sostenere e che vi abbiano trovato quegli stessi principi che il loro lavoro incarna. Ringrazio tutti, alla Longanesi. E di nuovo, voglio esprimere tutto l’onore, ma anche il sentimento di umiltà, che sento in questo momento. Grazie».

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